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Strumenti Finanziari (seconda parte)

Continuiamo l’argomento degli Strumenti Finanziari. Abbiamo parlato di Obbligazioni e Titoli di Stato nel nostro scorso articolo che potete rileggere cliccando qui.

Oggi proseguiamo parlando di Azioni, Fondi Comuni e Derivati.

Azioni

Mentre con l’obbligazione presto del denaro, con l’azione acquisto una quota di società (società per azioni, SpA), di conseguenza la proprietà dell’azienda. Si tratta di uno strumento finanziario più rischioso perché soggetto alla volatilità di mercato, creata dalla domanda e dall’offerta. L’emittente riceve liquidità finanziaria da poter utilizzare all’interno dell’attività aziendale. Il possessore dell’azione ha diritto ai dividendi, cioè ad una quota di profitti aziendali. Le azioni possono essere quotate o non quotate in borsa. Nel primo caso è facile acquistarle e venderle ad un prezzo di mercato. Le azioni non quotate invece possono presentare grosse difficoltà nel momento della vendita.

Fondi Comuni

I fondi comuni di investimento sono strumenti, gestiti da società di gestione del risparmio (sgr) che raccolgono somme di più risparmiatori e le investono, come un patrimonio unico, in azioni, obbligazioni, immobili ecc. sulla base di regole per ridurre i rischi. Questi investimenti vengono impacchettati e venduti ai risparmiatori sotto forma di quote. Il valore delle quote salirà al salire del valore degli strumenti finanziari sottostanti. Questo valore è chiamato NAV e si può seguire giornalmente.

I vantaggi di investire in fondi comuni sono:

  • far gestire il patrimonio ad un professionista;
  • la maggior diversificazione del proprio patrimonio investito;
  • il patrimonio del fondo è separato dal patrimonio della società, quindi è protetto da eventuali creditori della società;
  • vengono effettuati tantissimi controlli, ed è uno strumento molto trasparente;
  • si ha un’ampia disponibilità di informazioni.

I fondi sono gestiti attivamente da un gestore che compra e vende gli strumenti sulla base delle sue strategie e analisi.

Normalmente ogni fondo ha dei vincoli e dei parametri espressi cui sottostare e un benchmark di riferimento.

Derivati

Sono strumenti finanziari che si chiamano derivati perché il loro valore deriva dall’andamento di un’attività o dal verificarsi di un evento futuro osservabile oggettivamente. L’attività o l’evento sono detti sottostante. Possono essere ad esempio una materia prima, un tasso, una valuta, un titolo, un indice ecc.

I derivati possono avere diverse finalità: la copertura, per ridurre il rischio di un portafoglio preesistente, a volte aziende che lavorano con materie prime comprano derivati per fissare un prezzo della materia prima, in modo da non subirne le variazioni nel corso della lavorazione; la speculazione, assumendo esposizioni per conseguirne un profitto; l’arbitraggio, conseguire cioè un profitto privo di rischio attraverso transazioni sul derivato e sul sottostante per cogliere eventuali differenze di prezzo. Ci sono davvero tantissime forme di derivati e la difficoltà maggiore sta nella determinazione del loro valore, ma soprattutto nella valutazione del rischio. Esempi di derivati sono il future, lo swap, l’opzione, il covered warrant, il certificate…

 

La prossima settimana vi vogliamo parlare di altri strumenti finanziari tra qui le criptovalute.