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Investimenti ESG

L’acronico ESG (Enviroment, Social, Governance) racchiude una serie di elementi di valutazione utilizzati per giudicare se l’investimento è sostenibile. Gli aspetti puramente finanziari (rischio, rendimento, VaR…) non sono più sufficienti per valutare la bontà di un investimento. Attraverso la valutazione ESG si esprime un giudizio sulla solidità di un emittente, di un titolo o di un fondo sulla base del suo impegno in ambito ambientale, sociale e di gestione.

E = Enviroment, parametri come le emissioni di anidride carbonica, la deforestazione, il cambiamento climatico, la biodiversità, la gestione dei rifiuti…

S = Social, riguarda le forme contrattuali, la salute dei dipendenti, gli standard di sicurezza, i diritti umani, le condizioni di lavoro, l’uguaglianza…

G = Governance, organizzazione aziendale, composizione del CdA, remunerazione aziendale…

Generalmente le imprese che adottano sistemi ESG sono meglio gestite, più sostenibili e orientate al futuro, sono maggiormente attrezzate per affrontare le crisi e raggiungono in media performance migliori dei loro concorrenti. Per questi motivi le banche cominciano a prendere in considerazione anche gli aspetti ESG per valutare il merito creditizio di un’azienda allo scopo di finanziarla. ESG non indica “solamente” una diversa (più sostenibile) relazione tra Uomo e Risorse, ma crea valore, non solo finanziario.

Come nasce

L’acronimo ESG viene convenzionalmente fatto risalire al 2004 quando l’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan invitò i Ceo delle principali istituzioni finanziarie ad individuare modalità per integrare aspetti di natura ambientale (E) di impatto sociale (S) e degli assetti organizzativi aziendali (G) nei mercati dei capitali.

Da un esame di JPMorgan, nel 2019 su un totale di 50 trilioni di dollari investiti in Fondi, 1 trilione di dollari è investito in investimenti dichiarati ESG. Analizzando la provenienza dei capitali, si scopre che il 90% sono da Europa e Stati Uniti, con peso più importante da Europa (fonte Morningstar 2020). Ciò prova come i paesi Occidentali siano maggiormente sensibili ai temi della sostenibilità.

Perché investire ESG

Un motivo importante per cui valutare un investimento ESG è il fatto che i fondi tradizionali subiscono variazioni importanti di nuove sottoscrizioni e disinvestimenti, mentre i flussi di entrata e uscita in prodotti ESG rimangono stabili nel tempo. Questo anche a prova del fatto che l’investitore ESG è più orientato al futuro e al lungo periodo. Una stabilità di flussi all’interno dei fondi consente al gestore di essere maggiormente efficiente.

Il tema della sostenibilità in questo momento storico particolare è fondamentale e lo sarà ancora di più nei prossimi mesi e anni. Siamo abituati a parlare di numeri e risultati ma c’è un valore superiore. Come diceva Robert Kennedy “il PIL misura qualunque cosa, tranne ciò che per cui vale la pena vivere”. E noi pensiamo che l’investimento sostenibile sia ciò in cui davvero vale la pena investire. Cioè investire nel nostro futuro, nel futuro del pianeta e investire i risparmi dei nostri clienti in ciò che possa garantire il futuro.

 

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