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Recovery Fund

Il 21 luglio la Commissione Europea ha raggiunto l’accordo sulla nascita del fondo, il Recovery Fund. Letteralmente Fondo di recupero, che ha lo scopo di arginare il devastante impatto del Corona virus sull’economia europea e sui Pil dei paesi membri.

Il piano prevede una somma di 750 miliardi, aumentata dagli iniziali 500 miliardi. Tuttavia per trovare l’accordo con i paesi così detti “frugali” (Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia), il Recovery Fund sarà costituito da una somma a fondo perduto e una somma che dovrà essere restituita. Le sovvenzioni saranno pari a 390 miliardi (scesi dai 500 miliardi inizialmente previsti) e i prestiti saranno di 360 miliardi.

La somma destinata al Recovery Fund sarà raccolta tramite emissioni di debito garantito dall’Unione Europea.

All’Italia sarà destinata la quota più importante, 208,8 miliardi, suddivisi in 127,4 miliardi di euro di prestiti e 81,4 miliardi di euro a fondo perduto. Alla Spagna, seconda nella lista, arriveranno circa 162 miliardi,

Ogni Paese ora ha il compito di presentare il proprio piano nazionale di riforme 2021-2023 all’approvazione del quale sarà subordinata la ricezione dei soldi del Recovery Fund.

Oltre a favorire il ritorno della crescita economica dopo la crisi dovuta alla pandemia, lo scopo del pacchetto è di preparare i Paesi ad affrontare al meglio il futuro. Infatti circa il 30% delle risorse sarà destinata alla difesa del clima, altre alla digitalizzazione, e così via.

Le erogazioni del Recovery Fund inizieranno nella seconda parte del 2021 ad eccezione di un 10% che verrà anticipato con l’approvazione del Piano.

In sede di trattativa i paesi frugali hanno spinto per un aumento dei rebates, ovvero i rimborsi dei fondi versati da un Paese all’Unione Europea. Questi infatti sono restituiti nel momento in cui il Paese non riceve una quota di fondi comunitari sufficientemente elevata in rapporto al suo contributo all’Unione.

Nella speranza che, anche con questi aiuti, l’economia Europea e Italiana, ripartano con nuovo vigore, vi invitiamo a contattarci per approfondimenti.